Quando si vende una casa, ci sono diversi costi da tenere in considerazione. Inizialmente, ci sono le tasse sulla plusvalenza sulla vendita dell’immobile e i costi associati al notaio. La legge stabilisce regole precise in base al tipo di edificio, alla persona che vive lì, al tempo trascorso dall’acquisto e alle modalità con cui il proprietario è entrato in possesso dell’immobile.
Esaminiamo uniti cosa è necessario sborsare quando si cede una proprietà immobiliare.
Niente tasse
A volte è possibile non versare alcun tributo in relazione alla vendita di un immobile se sono passati cinque anni dall’acquisto. La stessa norma si applica anche in caso di abitazioni che hanno usufruito del bonus prima casa.
Se un immobile è stato acquistato e poi successivamente venduto, nessuna tassazione verrà applicata se la maggior parte del tempo è stata utilizzata come abitazione principale per il proprietario o i suoi familiari. L’abitazione principale è dove di solito si risiede, ed è spesso coincidente con la residenza anagrafica. Il contribuente deve anche dimostrare di aver trascorso la maggior parte del tempo nella suddetta abitazione.
Se la casa e stata acquisita tramite successione o usucapione, non ci saranno necessari ulteriori dati da fornire al fisco. Se, invece, la proprietà e stata ottenuta attraverso una donazione, occorre che sia stata detenuta per almeno 5 anni.
Imposte sulla vendita di una casa
In caso di cessione di un immobile entro i cinque anni dall’acquisto, viene applicata la plusvalenza. Tale misura è stata introdotta per evitare speculazioni sugli immobili. La plusvalenza è l’importo che si ottiene sottraendo al prezzo di vendita, il costo di acquisto. Ad esempio, se la casa è stata venduta a 200.000€ ma acquistata a 150.000€, la plusvalenza sarà di 50.000€. Tale somma verrà tassata dall’Agenzia delle Entrate.
Come indicato in precedenza, solo le persone che hanno acquistato una casa entro cinque anni possono essere soggette a tassazione. La tassazione prevede che l’importo della plusvalenza possa essere tassato in due modi differenti.
- Tassazione ordinaria: la plusvalenza viene inserita nella dichiarazione dei redditi (sotto la voce “redditi diversi”) e seguirà gli scaglioni IRPEF
- Tassazione separata: l’alternativa è pagare l’imposta sostitutiva del 26% attraverso un’apposita dichiarazione del notaio che riporterà l’opzione sull’atto di vendita della casa. In questo caso, l’imposta viene anticipata per conto del venditore e il notaio si occuperà di effettuare il versamento all’Agenzia delle Entrate, riportando i dati dell’immobile.
Spese da affrontare
Per iniziare la vendita della casa, è necessario sostenere i costi associati alla registrazione degli atti e all’utilizzo delle prestazioni offerte da un notaio. Per legge, di solito, le spese notarili sono a carico dell’acquirente.
Le spese notarili che devono essere sostenute comportano i seguenti costi principali:
- un’imposta catastale di 50€
- un’imposta ipotecaria di 50€
- un’imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell’immobile
- un’imposta sul valore aggiunto, che può variare dal 4% per una abitazione di prima casa fino al 22% per un immobile di lusso
- compenso al Notaio
Proprietà che si ottengono tramite una eredità
In caso di proprietà ottenute per via ereditaria, le tasse da pagare devono essere inserite nella dichiarazione di successione da presentare entro un anno dal giorno della morte del proprietario.
Per eseguire la vendita, bisogna accettare l’eredità e trascriverla. L’accettazione può avvenire in modalità privata con una scrittura privata autenticata o esplicitata con una dichiarazione a un ufficiale pubblico.
Si devono pagare le tasse come segue:
- L’imposta catastale è pari all’1% del valore dell’immobile
- L’imposta ipotecaria, invece, è pari al 2%
- Oltre a queste, ci sono l’imposta di bollo, la tassa ipotecaria e i tributi speciali
